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![]() by Geom. Giorgio Pistone E' altrettanto facile notare come questa eventuale operazione non potrà mai ridare all'opera così rifatta quel colore che solo i decenni possono attribuire, non potrà mai ricreare quell'atmosfera che è frutto di un secolo di vita.
Ancora, è doveroso rilevare subito che il costo di una operazione di tal fatta sarebbe veramente eccessivo, ad di fuori di qualsiasi prezziario o preventivo, e supererebbe perfino il valore della struttura così come oggi si trova.
Altro intervento, di natura strutturale, concerne gli orizzontamenti, ossia i solai (comprendenti ovviamente soffitti e pavimenti). E' stato eseguito in diversi casi di edifici ultracinquantennali ed anche secolari, a Sanremo ed altrove, con i risultati che si conoscono.
Nel caso del "des Anglais" l'opera deve ritenersi impossibile, per uan serie di motivi qui sinteticamente accennati. Un secondo motivo è dato dalla proprietà delle camere dell'albergo, il quale, come si sa, è stato frazionato ed oggi appartiene a quasi cento diversi proprietari.
Anche in questo caso non si conosce uno solo di essi che sia disponibile a finanziare l'opera, rinunciando alla sua camera per il tempo necessario (si parla comunemente di 15-18 mesi) al completamento dell'intervento ed al ripristino funzionale dell'edificio.
L'economia globale dell'esercizio e della proprietà non possono sopportare una sospensione negli introiti sommata ad un enorme esborso di denaro. Si dirà che di fronte alla sicurezza ogni lira è bene spesa, ma bisogna averla, quella lira.
A proposito di ripristino, deve essere richiamato il punto precedente relativo all'aspetto architettonico esterno ed interno, il cui rifacimento - come di è detto - graverebbe da solo sul costo totale dele opere per una somma pari al valore dell'interno edificio, o poco meno.
Ancora, ci si chiede che fine farebbe il pavimento in legno, che costituisce da solo un elemento di pregio insostituibile, tenuto conto che la rimozione delle lame porterebbe alla rottura di gran parte di esse, ed oggi questo materiale è introvabile, anche se si parla di 40-50 milioni al metro cubo.
Ma anche se si accettasse il legno di rovere da 14 mm, incollato, ossia un materiale ben più modesto, il costo dell'opera sarebbe comunque elevatissimo.
Altri ostacoli non da poco sono costituiti dagli organi di controllo e tutela, dal Comune ai Beni Ambientali ed alla Soprintendenza, e non sembra necessario illustrare questo punto.
Ma esistono altre motivazioni, di non minor conto, per escludere l'ipotesi di una ristrutturazione dell'edificio, e non ultima di esse è la stabilità del medesimo di fronte ad un intervento di tal fatta.
Trasferendo il discorso all'ipotesi di un rifacimento dell'impianto elettrico con il sistema a canalette, è indubbio che tale opera sarebbe un vero scempio, accostata e sovrapposta agli stucchi ed alle decorazioni esistenti.
Nè si può pensare alla creazione di scanalature per l'alloggiamento di nuove linee, con la distruzione degli stucchi che impreziosiscono tutto l'edificio.
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